domenica 27 aprile 2014

Il libro: "Sistema Torino/Sistema Italia"


Il libro è completo.  Manca la recensione. Mancano le illustrazioni di Massimo Giovara. Mancano le correzioni romane. Ma c'è la copertina.
Ci vediamo tra un mese 



mercoledì 16 aprile 2014

Torino Capitale aveva bisogno del suo inno e ora ce l'ha!


Torino Capitale aveva bisogno del suo inno. E ora ce l'ha:
ci ha pensato Massimo Giovara.
(tratto dallo Spettacolo "Il Sistema Torino non esiste", di Massimo Giovara e prodotto da Sistema Torino)

giovedì 10 aprile 2014

Dante Di Nanni non si usa per la campagna elettorale


Nelle prossime settimane lanceremo una campagna elettorale volta a valorizzare il ruolo di chi è stato democraticamente eletto nelle varie elezioni precedenti, e ora vorrebbe fare carriera passando in Regione Piemonte. Consapevoli che il vostro progetto politico necessita di completo sviluppo, cronologico e fattuale, lavoreremo affinchè tutti rimaniate nel posto ove siete stati delegati dal popolo che dite di rappresentare.
Auspichiamo che il fatidico e patetico "mi hanno chiesto di candidarmi" resti silente, oppure vengano fornite prove di questa pressante richiesta. Attendiamo composizione delle liste.

mercoledì 9 aprile 2014

Hotel Gramsci, Istituto Gramsci e Fare Sistema.

Aggiungi didascalia
La polemica sull'Hotel a (censura) stelle, con piscina panoramica sul tetto, "Antonio Gramsci" ci piace molto. Noi polemizziamo sempre, anche con noi stessi, anche quando andiamo d'accordo. Quindi ci buttiamo a pesce.
Leggiamo con interesse che l'Istituto Gramsci saluta con favore l'operazione perché fondi e spazi, par di capire, verranno loro riconosciuti. Ottimo.
Noi ovviamente pensiamo dell'operazione il peggio possibile. E spieghiamo brevemente il perché, così rinfreschiamo la memoria, almeno il fondatore del Pci si rivolterà meglio nella tomba. E non per una questione di nomi e simboli, che lui considererebbe ridicole sovrastrutture.

La casa Gramsci era un casa popolare, dove erano finite circa sessanta famiglie, alcune proveniente dal quadrilatero "riqualificato". Da chi??? E vabbè, mica possiamo dirvi tutto! Cioè, lo sanno a tutti ma a Torino ste cose non si dicono. Non fa bon ton.

Erano i trionfali anni pre-olimpici e l'apericena cominciava a farsi strada nella barbarie che aveva imperversato a Torino fino ad allora. Finalmente la civiltà, dopo il grigiore operaio!
Succede che a Torino nasca l'imperativo categorico "creare le condizioni favorevoli".  E poi "valorizzare il territorio" e "l'imperituro "fare sistema".
Così casa Gramsci viene venduta a un privato, la Dega. C'è una gara, ci sono dei casini formali con il concorrente che presenta un assegno non regolare, e quindi vincono loro. I quali pagano in tutto poco più di sette milioni e mezzo, più tutta la ristrutturazione, ovviamente.
Ci sono le famiglie però dentro che a furia di sfratti vengono buttate fuori. Anche perché le condizioni degli alloggi erano invivibili. Come mai delle case popolari siano invivibili nel 2000 è ancora oggi oggetto di enigma e studio.
Venne fuori un casino anche perché il prezzo d'acquisto pagato era basso. Chiamparino, spiegò: “Certo, il prezzo non è quello di mercato, ma nella valutazione abbiamo tenuto conto del fatto che in quell’edificio verrà costruito un grande albergo, di una potente compagnia internazionale, che porterà più turisti in città e benessere per tutti. Quindi anche questa vendita ha motivazioni che interessano tutta la collettività. Ecco perché è giusto andare sotto i prezzi di mercato”. 
Ma il bello è che a Torino è quasi sempre così: privati che fanno business su prezzi di città pubblici. Esempi? Eddai anche qua, fate uno sforzo voi nei commenti, non possiamo scrivere tutto noi!
E sapete qual è la cosa stupenda, meravigliosa??? Mentre il privato giustamente ci guadagna, perché fa i suoi interessi, Torino è la città più indebitata d'Italia! 3 miliardi di euro di debito!!!!! Con le partecipate 4-5 miliardi, non si sa nemmeno di preciso! E il debito, non è una convenzione borghese!
Compagni dell'Istituto Gramsci! Tovarish! Lasciate perdere.

domenica 6 aprile 2014

Recensioni - libri: I buoni, Caselli, Gramsci e il male


Abbiamo appena terminato la lettura del romanzo di Luca Rastello, "I Buoni". Un libro che spacca il cuore, feroce e spietato. I buoni sono tra noi, essi lottano per il bene usando come arma la legalità.
Forse deve essere stato questo il passaggio che ha ispirato la inconsistente critica dell'ex procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, che ha centrato tutte le sue parole sulla difesa della figura che lui ha riconosciuto nel romanzo. Di cui a noi interessa zero. Che sia Tizio, Caio o Sempronio non cambia nulla.
"I Buoni", evidentemente, è un libro che vola troppo alto per il pettegolume da cortile imperante in Italia. La penna di Luca Rastello probabilmente è la migliore d'Italia in questo momento, perché le sue parole disegnano immagini perfette a colpi di bisturi. In un'epoca che sanziona ogni tipo di conflitto strozzandolo in una retorica fatta di melassa avariata, Luca squarcia così le tenebre dell'ipocrisia.
La fine del mondo. All'ultima pagina, al termine di questo raffinatissimo tour della nequizia, ci domandiamo se tutto quello appena letto sia il prezzo da pagare.
L'ignobile percorso volto al bene lastricato di umanità pulsante, di vizi, di peccati, di furbi, di violenza e di soldi. Il compromesso assoluto, il male per ottenere un bene superiore. Una storia senza tempo.
Scriveva Gramsci: "Il moderno Principe, sviluppandosi, sconvolge tutto il sistema di rapporti intellettuali e morali in quanto il suo svilupparsi significa appunto che ogni atto viene concepito come utile o dannoso, come virtuoso o scellerato, solo in quanto ha come punto di riferimento il moderno Principe stesso e serve a incrementare il suo potere o a contrastarlo. Il Principe prende il posto, nelle coscienze, della divinità o dell’imperativo categorico, diventa la base di un laicismo moderno e di una completa laicizzazione di tutta la vita e di tutti i rapporti di costume."
Oppure, infinitamente là sotto, ecco il monologo di Andreotti interpretato da Tony Servillo in cui l'attore scandisce questa frase "Bisogna amare così tanto Dio per capire come sia necessario il male".
Un libro che ci pone di fronte a noi stessi in totale solitudine. Un libro che ci chiama in causa e ci interroga sul nostro ruolo di censori del potere. Consigliamo a tutti la lettura di questo capolavoro.
Grazie Luca, amico e maestro.

sabato 5 aprile 2014

Sistema Torino: De Smart Crietiv Sity Menager Interviu /1

Il nostro amato personaggio, interpretato da Massimo Giovara e tratto dal suo spettacolo "Il sistema Torino non esiste", prodotto da Sistema Torino, in una delle sue famose interviste ci parla del trattamento del dissenso e dei giovani a Torino.



venerdì 4 aprile 2014

Acqua Pubblica: IL Comune di Torino rispetti l'esito del referendum


NOOOOO!!!!!!! Ma daiiiiiii!!!!!!!!!!!! E i bbbbbeni comuni????
Riceviamo e diffondiamo, sgomenti e sorpresi, la nota del Comitato Acqua Pubblica Torino

"La Giunta comunale di Torino ha aspettato 3 anni per tradire il Referendum

Il 25 marzo ha approvato la delibera che impapocchia Statuto e Convenzione SMAT per far credere di applicare l’esito referendario ma in realtà per mascherare l’intenzione inconfessata e impopolare di vendere, prima o poi, anche la SMAT dopo AMIAT, TRM e GTT.

Nel frattempo però, diversi Consigli comunali hanno già deliberato la Trasformazione di SMAT in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico, applicando così il Referendum, nel rispetto della volontà popolare e della democrazia. Sono esempi positivi, che il Comune di Torino dovrebbe imitare e pertanto:

- smettere di risucchiare gran parte degli utili SMAT per pagare i propri debiti, costringendo l’Azienda a indebitarsi a sua volta con le banche
- accertare la responsabilità delle perdite di oltre 3 milioni di euro nell’avventura di Palermo, e pretendere il dovuto risarcimento
- verificare su quale mandato il Consiglio di Amministrazione SMAT ha lanciato insieme a IREN, un’Offerta Pubblica di Acquisto del 38% di SAP- Società Acque Potabili per complessivi 14,5 milioni di euro,
- rendersi conto che SMAT non è un bancomat da cui prelevare altri ingenti capitali per il riacquisto delle sue azioni ora detenute da FCT, CIDIU e altri, come prevede un apposito emendamento (Allegato 2) alla delibera in argomento.

Sfidiamo l’Autorità d’Ambito Torinese ATO3 – che gestisce il Sistema Idrico Integrato della nostra provincia, e il presidente della Provincia che lo presiede, nonché il Sindaco di Torino, quale rappresentante della maggior parte di proprietà – a dimostrare di aver dato a SMAT un qualsiasi indirizzo rispetto all’appalto di Palermo e all’OPA su SAP

Sfidiamo il Sindaco e i consiglieri comunali di Torino, il Comune azionista di maggioranza di SMAT, a dimostrare di aver esercitato i poteri di indirizzo e controllo sulla SMAT conferiti loro dall’Art. 42 della Legge 267/2000 Testo Unico degli Enti Locali.

Non risulta che questa legge sia già stata rottamata, ma i ruoli sono ormai capovolti: il Consiglio d’amministrazione decide, il Consiglio comunale ratifica.

Ecco perché si vuole conservare SMAT nella forma giuridica della SPA di diritto privato e non la si vuole trasformare in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico che non potrebbe effettuare queste operazioni finanziarie all’insaputa e senza il consenso dei Comuni consorziati.

I Consiglieri comunali di Torino sono ancora in tempo a rispettare le regole democratiche e la volontà popolare espressa dal Referendum del 2011 seguendo l’esempio dei Consigli comunali di Avigliana, Busano, Bussoleno, Chiomonte, Chivasso, Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone, Nichelino, Rivalta, San Didero, Torre Canavese, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo che hanno già approvato – e altri stanno approvando - la deliberazione di Trasformazione di SMAT in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico perché l’acqua non è una merce e perciò la sua gestione deve essere pubblica e partecipativa senza scopo di lucro."

Torino, 2 aprile 2014
Comitato Acqua Pubblica Torino

mercoledì 2 aprile 2014


Sistemisti, gombloddisdi, scieghimighisti! Dopo aver incrociato ogni sorta di arto, toccato compulsivamente cornetti, farraglia e segrete parti del corpo, possiamo dirlo: PERICOLO SCAMPATO! PERCORSO NETTO!
Nemmno una riga è stata pubblicata sullo spettacolo "Il sistema Torino non esiste". E di questo siamo fieri.
Tremanti abbiamo affrontato, nei passati 5 (cinque) giorni le pagine dei quotidiani e così abbiamo scoperto che, giustamente, a Torino viene recensito e pubblicizzato tutto. Tranne noi: e questo è fantastico. Pensavamo che solerte ci scrivesse una lettera Fassino per farci i complimenti, ma non è arrivata! 
Questo ci ha gettato nel più nero sconforto: perché tanto odio???
A breve comunicato stampa con i numeri riassuntivi dello spettacolo "Il sistema Torino non esiste".